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Scuole ed associazioni interessate alla realizzazione di uno dei seguenti progetti possono rivolgersi a Vincenzi Elisa contattando l'indirizzo elisa@suoninmovimento.it
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INCONTRI DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI ED EDUCATORI
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Corpo, movimento e azione sono elementi fondamentali per operare sulla realtà in cui viviamo e in cui ci troviamo quotidianamente immersi. Noi siamo il nostro corpo, nella sua interezza di psiche e soma, affetti e intelletto, emozioni e relazioni.
Già a partire dagli anni 70 ad opera di illustri psicomotricisti, psicologi e pedagogisti, la dicotomia mente e corpo viene superata, a favore di una visione più globale e armonica dell’individuo e in primo luogo del bambino. Tuttavia, ciò che viene evidenziato a livello teorico, non viene sempre applicato a livello pratico: l’educazione di corpo e cervello avviene ancora a comparti separati.
Per questo è importante dare modo al bambino di sperimentare, soprattutto a partire dalla scuola dell’infanzia, una dimensione che sia il più possibile globale e unitaria del suo sentire, dove ogni sua forma d’espressione possa essere integrata nel delicato processo della crescita.
Argomenti trattati
- corporeità, musica, comunicazione, gioco e relazione: movimento e suono quali canali privilegiati d’espressione non verbale
- gli strumenti musicali utilizzati: motivazioni e scelte etnomusicologiche
- assunti metodologici e pedagogici d’intervento e linee teoriche di riferimento (disciplina yoga, bioenergetica, metodo Ritmìa, psicomotricità globale e funzionale, musicoterapia attiva e ricettiva)
- i giochi: come si strutturano, come integrarli all’interno delle attività scolastiche, parametri musicali e schemi motori di base impiegati
Obiettivi
- acquisire strumenti d’intervento in ambito motorio e musicale
- discriminare e rielaborare schemi motori di base e parametri musicali di base in relazione ai bisogni del bambino
- acquisire nuovi strumenti di lavoro per condurre il bambino all’ascolto di sé e dell’altro, al rilassamento e all’aumento dei tempi di attenzione e concentrazione
Modalità di lavoro
Gli approfondimenti teorici saranno alternati a momenti di attività pratica, in cui i partecipanti saranno coinvolti in prima persona a vivere l’esperienza. Seguiranno momenti di restituzione e rielaborazione verbale.
Tempi
Calendario degli incontri da concordare in base alle richieste
Sede degli incontri
presso “SuonInMovimento, Brandico, BS o presso scuole e associazioni richiedenti
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IL VIAGGIO DI ROBY E MAU
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Percorso di alfabetizzazione musicale
Canto, rido e mi diverto
Roby e Mau... che gran concerto!
Salto e dico: “Sono pronto
Di suonare per il mondo”!
Cane e gatto ma che strano
Chi lo dice che non va?
Loro e viaggiano e ci portan
Mille e grandi novità!
E i bambini... che curiosi
Tutto il giorno sono qua
Per sentire e per vedere
Roby e Mau che fan Oplà
Roby e Mau sono rispettivamente un cagnolino e un gattino, che spinti dalla curiosità e dalla voglia di giocare, si imbattono ogni giorno in nuove scoperte da condividere con i bambini.
Si tratta ovviamente di scoperte musicali, perché i nostri due simpatici amici possiedono un’attrazione innata per tutto ciò che è suono.
I bambini saranno guidati attraverso una serie di giochi tramite i quali potranno accostarsi ad alcuni parametri musicali di base, come l’altezza, il timbro, la durata e l’intensità, partendo dalla dimensione del silenzio.
Il percorso che viene proposto intende aiutare il bambino a prendere gradualmente coscienza della realtà sonora che lo circonda, sino al raggiungimento di situazioni musicali create dal bambino stesso.
Le attività si articolano su due livelli distinti
· primo livello (bambini di 3 e 4 anni): la SCOPERTA dei suoni e dei parametri musicali di base
· secondo livello (bambini di 5 e 6 anni): l’APPROFONDIMENTO di competenze di base già acquisite
I due livelli sono tuttavia accomunati da tre modalità d’intervento...
-L’ESPLORAZIONE: tutto è suono, essa è un momento privilegiato per scoprire, conoscere e riconoscere i suoni dell’ambiente, della propria voce, del corpo, degli oggetti e degli strumenti musicali. E’ il primo passo da compiere per permettere al bambino di appropriarsi della materia prima;
-L’ASCOLTO: inteso sia come ascolto degli stimoli esterni, sia come auto-ascolto. È fondamentale per imparare ad interpretare e dare un senso a tutto ciò che si percepisce. Si vuole infatti aiutare il bambino a porre le basi per lo sviluppo di una prima capacità di lettura critica e consapevole dei messaggi che gli giungono nella vita quotidiana;
-LA PRODUZIONE: dopo aver esplorato i suoni, essi vengono utilizzati per giungere a creare il proprio prodotto, originale e nuovo. Il bambino organizza un’azione musicale in funzione dell’idea che vuole realizzare.
....e da alcuni obiettivi generali:
-Stimolare le capacità di attenzione e concentrazione del bambino;
-Favorire l’acquisizione dei parametri musicali di base;
-Stimolare l’emergere della creatività;
-Facilitare l’interiorizzazione di alcune semplici regole che sottostanno alle attività del gruppo.
Gli strumenti musicali utilizzati, spaziano dalle percussioni (tamburi, djembè,...) ai sonagli (sistri, campanelli,...), agli strumenti melodici (piastre sonore, xilofono,..) e armonici (chitarra,...) per dare modo al bambino di accostarsi e riuscire successivamente a discriminare una vasta gamma di timbriche diverse.
Inoltre, soprattutto durante la fase dell’esplorazione, vengono utilizzati anche oggetti d’uso quotidiano e materiale grezzo non strutturato (fogli di giornale, bottiglie di plastica, granaglie, ...).
Questo tipo di percorso può articolarsi da un minimo di dieci incontri all’intero anno scolastico, secondo necessità.
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RITMIA
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Associazione Spazi Ritmia
RITMìA è un nuovo approccio propedeutico che si propone di avvicinare alla musica i bambini a partire dalla prima infanzia, rispondendo alle attuali esigenze educative sia sul piano dell'integrazione sia per quanto riguarda gli aspetti del rilassamento, la concentrazione e la capacità di ascoltarsi e ascoltare.
Una particolarità di RITMìA è l'introduzione all'educazione musicale attraverso il gioco, integrando il fare e ascoltare musica con l'espressione corporea, l'esecuzione di posture e pratiche respiratorie, e l'utilizzo di tecniche grafico-pittoriche intese come prime forme di notazione non-convenzionale.
Oltre ai laboratori per i bambini, il percorso prevede un programma di formazione per insegnanti appositamente elaborato anche per chi non conosce la musica.
RITMìA: Fondamenti pedagogici
A seconda dei movimenti che i bambini eseguono durante il gioco derivano particolari sensazioni che possono acquisire un valore simbolico: correre in punta di piedi con le braccia aperte suggerisce l'imitazione del volo, mentre camminare a quattro zampe sottintende significati completamente diversi. Per comunicare le loro sensazioni i bambini tendono a identificarsi con varie immagini, ad esempio un leone per esprimere aggressività o una farfalla per indicare fragilità e leggerezza. I suoni del respiro e della voce, i rumori creati dal corpo che si muove e dalla manipolazione degli oggetti accentuano l'immedesimazione nei simboli rappresentati e diventano prolungamenti di se stessi nello spazio. Attraverso l'insieme di gesti e suoni i bambini raggiungono il mondo esterno, creando stati emotivi che comportano reazioni corporali toniche o motorie.
Criteri metodologici
Il percorso prevede che i piccoli scoprano gli strumenti musicali durante il gioco e inizino a manipolare i suoni dando a questi elementi lo stesso valore simbolico che attribuiscono spontaneamente ai loro gesti. In questo modo il battere ritmico di un tamburo non sarà più una successione di colpi ripetuti automaticamente ma diventerà un accompagnamento a particolari movimenti, sottolineando e rafforzando sensazioni e immagini.
Attraverso gesti e incastri ritmici sempre più complessi si impara a interagire con gli strumenti, con la voce, con oggetti di uso comune e materiali di ogni tipo. Il gruppo diventa “un'orchestra in movimento nello spazio” dove i suoni dei singoli si intrecciano con quelli dei compagni per creare particolari effetti timbrici, strutture ritmiche, combinazioni armoniche.
Un'esperienza musicale che si costruisce rispettando il proprio turno d'intervento, osservando le proposte degli altri, ascoltando e discriminando le varie suggestioni sonore. Fare e ascoltare musica anche a livelli elementari acquista valore di comunicazione artistica, diventa un veicolo per convogliare emozioni attraverso la creatività e potenziare le capacità individuali.
Gli strumenti musicali
La selezione degli strumenti musicali da proporre ai bambini è il risultato di una ricerca etnomusicologica ben precisa. Si sono scelti in particolare alcuni strumenti musicali che rispecchiano un contesto multiculturale (tamburi, sonagli, flauti, arpe...) e che in base alle loro caratteristiche timbriche possono mettere in vibrazione determinate zone del corpo, inducendo posture, gesti e sensazioni specifiche.
L'ascolto del silenzio
Un'altra importante particolarità di RITMìA è l'introduzione “all'ascolto del silenzio” come momento di autocontrollo e concentrazione, nonché come mezzo per enfatizzare le sensazioni indotte dalla stimolazione sonora. Completando la pratica con l'esecuzione di alcune posizioni yoga si permette ai bambini di avvicinarsi in modo graduale all'ascolto del proprio respiro e a stati di rilassamento.
Obiettivi del progetto
Laboratorio per i bambini
Strutturare un percorso formativo per bambini che:
1) garantisca in modo spontaneo e coinvolgente l'acquisizione delle capacità di ripetere, discriminare, rielaborare i parametri musicali di base (suono, silenzio, altezza, intensità, timbro, durata, ritmo, melodia, armonia), permettendo di potenziare le capacità dei singoli senza penalizzare i meno dotati musicalmente.
2) integri i parametri musicali di base con movimenti particolari (schemi motori, posture e pratiche respiratorie) per una ricerca di sensazioni ed emozioni volte allo sviluppo di autocontrollo, concentrazione, rilassamento: obiettivi valutabili non soltanto durante il laboratorio ma anche successivamente nel corso delle normali attività di sezione.
3) permetta al gruppo di alunni (a partire dai 5 anni) una graduale cooperazione fino all'autogestione dell'attività.
4) favorisca l'integrazione di soggetti in difficoltà.
Il progetto “RITMìA” si sviluppa in vari moduli con differenti livelli di approfondimento delle tematiche sopra espresse.
Contenuti e metodologie
1) Lasciando spazio all’immaginazione, il laboratorio si sviluppa in un “mondo incantato” dove fare/ascoltare il silenzio diventa una base per evidenziare e facilitare la comprensione del materiale sonoro.
2) Imparare a gestire lo spazio e a osservare il gruppo sia in silenzio sia attraverso la produzione sonora, alternando l’esecuzione degli schemi motori di base a posture e tecniche respiratorie che predispongano all’ascolto e all’osservazione di se stessi e degli altri.
3) Giocare ad ascoltare e controllare respiro e voce in varie zone del corpo per ottenere concentrazione e rilassamento.
Esprimersi con la voce in gruppo, combinando silenzi, vocali, consonanti e parole per creare ritmi, melodie e armonie.
4) Dall’uso della voce al movimento del corpo, al fare musica: imparare a tradurre sugli strumenti musicali (tamburi, sonagli, flauti, strumenti a pizzico, vari tipi di idiofoni, oggetti di uso comune) e nell’esecuzione degli schemi motori i ritmi appresi attraverso la vocalità per affinare l’esecuzione strumentale di gruppo permettendo un approccio più veloce ed efficace al fare musica e al muoversi insieme in modo più strutturato.
5) Disegnare silenzi e suoni: approccio a forme di notazione musicale non convenzionale. Il disegno come strumento per fissare le sensazioni emerse durante il gioco.
6) L’esperto realizza il contesto di apprendimento in cui si sviluppa il laboratorio utilizzando il metodo dello “Sfondo integratore”. Raccogliendo le impressioni e valutando le reazioni dei bambini si varieranno le proposte didattiche. Il suo ruolo sarà inizialmente di guida del gruppo di alunni, lasciando, laddove è possibile, che gradualmente siano gli alunni stessi a gestire l’attività in base alle regole prospettate nel laboratorio.
7) Il progetto “RITMìA” si sviluppa in vari moduli con differenti livelli di approfondimento delle tematiche sopra espresse.
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MUSICANDO AL NIDO
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Attività musicali per favorire l’inserimento all’asilo nido
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Il suono è uno degli elementi costitutivi dello sviluppo affettivo, cognitivo e relazionale del bambino ed è un importante mezzo per conoscere il mondo: esso offre uno strumento in più per comunicare e per sviluppare una serena crescita armonica della personalità.
Per porsi attivamente verso la realtà che lo circonda, per il bambino è molto importante l’utilizzo del linguaggio sonoro, legato più di ogni altro al vissuto personale ed emotivo.
Impiegare il suono, la musica e il movimento ad essa correlato, in un contesto come l’asilo nido, significa utilizzare un importante elemento di prevenzione primaria, soprattutto nel delicato momento di inserimento del bambino nel nuovo ambiente di vita.
Ciò avviene in primo luogo attraverso l’integrazione e l’esperienza del vissuto sonoro del bambino all’interno del nuovo ambiente. Ogni piccolo è portatore di un proprio mondo, che non sempre è esprimibile attraverso il canale verbale ma è condivisibile con l’altro attraverso quello corporeo-musicale.
Il suono riveste un ruolo fondamentale fin dal concepimento: il feto percepisce ogni tipo di sonorità interna (rumori gastrici, battito cardiaco,...) ed esterna (brani musicali, voci, rumori ambientali,...) rispetto alla madre.
Dopo la nascita, diventa il primo canale espressivo e comunicazionale, permettendo al neonato di entrare in relazione col mondo e contribuendo a costruire, giorno dopo giorno, un bagaglio di vissuti che lo accompagnerà per tutta la vita.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Ø Sostenere lo sviluppo dell’identità del bambino;
Ø Agevolare l’inserimento e l’integrazione nell’ambiente nido;
Ø Favorire la socializzazione;
Ø Accrescere le abilità cognitive;
Ø Stimolare la creatività.
DESTINATARI DEL PROGETTO
Il progetto è rivolto ai bambini frequentanti l’asilo nido e in fase di inserimento, suddivisi in piccoli gruppi.
ATTIVITA’ PROPOSTE
In un primo tempo, le attività consisteranno nel far rivivere nel nuovo contesto, le sonorità familiari al bambino, per agevolarne l’inserimento all’asilo nido. Per tale motivo, si prevede un colloquio di conoscenza che si effettuerà con i genitori, a cui verranno poste domande relative all’ambiente sonoro già noto al piccolo (musiche ascoltate abitualmente, canzoncine o filastrocche cantate dalla mamma, eventuali strumenti musicali suonati in famiglia,...).
Partendo da ciò che è familiare al bambino, da ciò che infonde sicurezza, lo si guiderà in un secondo tempo, attraverso una serie di esperienze musicali e sonore da condividere insieme all’altro: manipolando strumenti musicali, creando nuove sonorità con materiale non strutturato (carta, bottiglie di plastica, granaglie,...), esplorando il corpo come fonte sonora, ascoltando e cantando nuove canzoni, danzando,...
Per ciò che concerne l’UTILIZZO degli STRUMENTI, si cercherà di dosarne bene la presentazione, per dare modo al bambino di esplorarli meglio e più a fondo. Ciò significherà selezionare, soprattutto durante i primi incontri, gli strumenti da proporre.
Inoltre, gli strumenti musicali, saranno associati ad alcuni schemi motori di base da essi stessi richiamati. I suoni prodotti con tamburi, congas, djambè, ... richiameranno schemi motori legati principalmente alla terra, come camminare e gattonare, mentre i suoni acuti di triangoli, campanellini, piattini, ... ricondurranno il corpo ad attivarsi verso l’alto.
Per quanto riguarda l’ESPLORAZIONE delle potenzialità sonore del CORPO, sarà importante guidare i piccoli attraverso semplici giochi ritmici da eseguire con le mani, con i piedi, con la bocca,...
Saranno proposti giochi in cui sarà evidente l’alternarsi di suono/silenzio, piano/forte, lento/veloce, acuto/grave, tutti riconducibili ad uno sfondo integratore, scelto in accordo con l’equipe educativa sulla base del contenitore fantastico utilizzato nell’ambito delle altre attività svolte all’asilo nido.
TEMPI E MODALITA’ DI ATTUAZIONE
Sarebbe opportuno iniziare il progetto al momento dell’inserimento dei bambini all’asilo nido, proseguendo poi per alcuni incontri di consolidamento dell’esperienza.
Il tempo destinato ad ogni gruppo non supererà i 30 minuti, considerando i tempi di attenzione relativamente brevi dei piccoli e verrà richiesta la compresenza di una delle educatrice di riferimento.
Gli orari saranno da concordare.
VALUTAZIONE
La valutazione del progetto avverrà nel corso di incontri di verifica con le insegnanti, durante i quali Musicoterapista ed educatrici di riferimento porranno a confronto le rilevazioni effettuate attraverso la stesura di specifici protocolli (a cura della Musicoterapista) e la compilazione di un Diario giornaliero (redatto dalle insegnanti), ai fini di una riflessione sulla corrispondenza fra attività condotte e successivo comportamento dei piccoli.
Metro di verifica importante, sarà inoltre costituito dal livello di partecipazione dei bambini alle attività proposte, sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi: oltre al numero di partecipanti, sarà necessario considerare anche la qualità dell’interazione.
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GIOCHINMUSICA
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Percorsi di Musicoterapia
Sento la musica uscire da me
Muovo le dita ed ecco che c’è
Strofino anche il piede e viene da sé
Proviamo a cantare, forza... un, due, tre!
Immagina... senza musica e suoni
La vita non ha paragoni!
Io invento una strofa e tu un ritornello
Se poi siamo in tanti è ancora più bello!
Premessa
Fare Musicoterapia vuol dire curare attraverso la musica, nella più ampia accezione di avere cura dell’altro, ascoltandolo in primo luogo e poi accogliendolo e aiutandolo.
La Musicoterapia, rispetto ad altre forme di “cura”, ha il vantaggio di utilizzare il canale sonoro-musicale per intervenire in situazioni di disagio psichico, affettivo, sociale e intellettivo, al fine di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte e avvalendosi anche di un ruolo significativo dal punto di vista della prevenzione.
Inserita all’interno del contesto scolastico, la Musicoterapia costituisce un’importante strumento preventivo, in quanto agisce sulle potenzialità del bambino e sulla sua motivazione, valorizzandone le risorse e aiutandolo a migliorare la percezione della propria identità.
La musica, coinvolge tutto il corpo, nella sua globalità, è percepita da ogni nostro millimetro di pelle, dalle ossa, dai muscoli, oltre che dall’orecchio e viene ad interessare il talamo, importante organo che funge da stazione di transito per ciò che concerne le informazioni sensoriali ed emotive.
Il suono si connota quindi come uno degli elementi costitutivi dello sviluppo affettivo, cognitivo e relazionale del bambino, oltre che come importante mezzo per conoscere il mondo: esso offre uno strumento in più per comunicare e per sviluppare una serena crescita armonica della personalità.
Attraverso il suono si favorisce lo scaturire di emozioni tramite il canale non verbale, impiegando quella riserva sonora che appartiene ad ogni individuo e valorizzando il vissuto e la storia personale di ognuno. Stimolando l’uso di capacità cognitive, immaginative, motorie e manipolative, è possibile indurre il contenimento di stati ansiosi, favorendo in alcuni casi il consolidamento di abilità acquisite e in altri il riemergere di facoltà fisiche e intellettive residue.
Essendo una dimensione che si pone in maniera trasversale ad ogni cultura e generazione, la musica permette di creare e mantenere relazioni significative fra i soggetti coinvolti. Si ricorre così ad una metacomunicazione di tipo analogico, che più che alle parole, lascia spazio ad un contatto sonoro, mimico e gestuale, dove il suono funziona da elemento d’espressione e linguaggio delle emozioni.
Metodologia di riferimento
Il progetto GiochInMusica si basa sull’interdisciplinarietà di alcuni fondamenti teorici e metodologici:
- La Musicoterapia Attiva, secondo il modello fondato da Rolando Benenzon.
Rolando Benenzon, neuropsichiatra e musicoterapeuta argentino, ha il grande merito di aver definito il concetto di ISO.
L’ISO è l’identità sonora che caratterizza ogni individuo e che forma parte della sua personalità. Questa identità è costituita da un’infinità di energie sonore, continuamente in movimento. Le energie che si trovano nell’Inconscio, vengono definite ISO Universale e ISO Gestaltico.
L’ISO Universale è riconducibile all’eredità filo e ontogenetica dell’umanità e in esso rientrano le sonorità legate al battito cardiaco, ai processi di inspirazione ed espirazione, ai rumori intestinali, oltre che ai suoni della natura, come quello prodotto dal vento e dall’acqua, e ancora, tutte le strutture che nel corso dei millenni si sono incorporate all’eredità arcaica, come le melodie infantili e le ninne nanne. Tutto ciò che compone l’ISO Universale, costituisce terreno fertile su cui costruire la relazione e gettare le basi per favorire l’emergere di qualsiasi processo comunicativo.
L’ISO Gestaltico si innesta sull’ISO Universale ma è diverso perchè si struttura a partire dall’embrione in gestazione ed è fortemente connesso con la storia unica ed irripetibile di ogni singola persona. Ogni individuo organizza, sullo sfondo della propria interiorità e delle esperienze vissute (da qui il termine mutuato dalla psicologia della Gestalt), qualsiasi elemento sonoro-musicale percepito, riempiendolo di un significato del tutto particolare, personale, soggettivo e intimo.
Tutti gli uomini, per esempio, sono in grado di riconoscere il suono di un battito cardiaco o la melodia che caratterizza una ninna nanna (ISO Universale) ma ogni madre possiede un proprio battito cardiaco e un timbro di voce, discriminabili dal feto (ISO Gestaltico).
Quindi, tutto ciò che ascoltiamo, percepiamo, viviamo e tutto quello che ci è stato tramandato da generazioni, rimane scritto in noi. È la memoria del nostro corpo.
Per questo motivo quando ci si riferisce al far emergere la ritmicità di base del bambino, significa aiutarlo a diventare consapevole della spontanea musicalità che fa già parte di lui.
- La pratica psicomotoria secondo il Metodo Globale di Bernard Aucouturier.
L’aspetto innovativo evidenziato da Aucouturier negli gli anni ‘70 è rappresentato dalla visione Globale dell’individuo, in cui psiche e soma si fondono in un’unica dinamica esistenziale. Nell’azione del soggetto confluiscono sia gli aspetti affettivi ed emotivi, sia quelli comunicativi e di concettualizzazione.
In questa sede interessa evidenziare come l’educazione psicomotoria così concepita, miri fondamentalmente a tre scopi interconnessi fra loro:
-favorire la comunicazione, ovvero una dinamica di scambio dove ogni partner viene coinvolto in un cambiamento;
-stimolare la creazione, intesa come modalità di dirsi all’altro in maniera originale, rinforzando il senso di sé e il proprio sentimento sociale;
-sollecitare l’operazione, vista come la formazione alla fase del pensiero operatorio, che implica la capacità di analisi e sintesi.
- Il Metodo Ritmia, ideato da Sonia Simonazzi.
Ritmia è un approccio alla propedeutica musicale rivolta ai bambini, che integra il fare e ascoltare musica con l’espressione corporea.
Il bambino può comunicare attraverso il suono, utilizzandolo come mezzo d’espressione e, dal momento che è stimolato ad ascoltare e ascoltarsi, entra in contatto col proprio corpo, che si muove e respira.
Un aspetto molto interessante di questo metodo consiste nell’ascolto del silenzio e del respiro, che partono dal nostro corpo e che permettono di entrare in relazione con la nostra dimensione più intima e profonda. In Ritmia si vive l’emozione attraverso il silenzio, il quale possiede una timbrica specifica. Ogni riposo è studiato in base ad un movimento che segue e precede, così come una pausa è pensata in relazione ad un suono e diventa parte integrante di una struttura ritmica e melodica.
Importante è anche il fatto che oltre all’acquisizione delle capacità di ripetere, discriminare e rielaborare i parametri musicali di base, uno degli obiettivi di Ritmia, consiste nella ricerca di sensazioni volte allo sviluppo dell’autocontrollo e del rilassamento della persona.
- L’approccio centrato sul cliente di Carl Rogers.
Psicoterapeuta statunitense, fra i fondatori della Psicologia Umanistica, non lavorò nella visione di un terapeuta che possedendo un’idea guida il cliente verso decisioni preconfezionate ma agì secondo un “essere con” il cliente, da lui definito come un autore autorizzato: avendo un disagio, può uscirne perché ne ha anche le risorse.
Secondo la prospettiva di Rogers, bisogna accettare incondizionatamente l’altro per come è, non per come vorremmo che fosse. Solamente nell’area di sicurezza fornita dall’ascolto empatico, l’altro può entrare in una dinamica di evoluzione. Rogers ricorda che non bisogna mai perdere di vista il “come se”: percepire l’altro come se una sola fosse la persona ma non identificandosi con essa.
“Quando riesco ad udire veramente una persona (...) prima di tutto mi rivolge uno sguardo di gratitudine e si rilassa, poi mostra il desiderio di dirmi di più su di sé e sul mondo, come se ad un tratto si fosse sentita investita da un’onda liberatrice. A questo punto credo che una persona sia ormai disponibile per un processo di profondo rinnovamento interiore” (Carl R. Rogers, 1973).
L’udire di Rogers va oltre il significato letterale del termine, delineandosi come una percezione profonda dei pensieri, dello stato d’animo e del significato dei messaggi inviati dall’altro.
Obiettivi
Alcuni obiettivi generali del progetto:
- Stimolare le capacità senso- percettive del bambino
- Favorire la consapevolezza delle proprie abilità ritmo-timbrico espressive
- Sostenere la progressiva acquisizione dell’autonomia
- Aumentare il livello di autostima del singolo all’interno di un contesto collettivo
- Migliorare la percezione del proprio stato di benessere
Altri obiettivi più mirati e specifici saranno da concordare in base alle necessità presentate dai singoli casi.
Attività
Trattandosi di Musicoterapia attiva, sarà concesso largo spazio all’esperienza diretta e concreta del bambino, attraverso l’elaborazione di percorsi che mirano a promuovere in lui la conoscenza e la consapevolezza delle sue risorse personali, motivando così una positiva idea di sé.
Il bambino potrà esprimersi liberamente e creativamente attraverso il movimento e l’utilizzo degli strumenti musicali posti a disposizione: tamburi, sonagli, maracas, xilofoni, ocean drum, clavette, triangoli.... diventeranno oggetti intermediari, in quanto consentiranno di aprire un canale di comunicazione fra i soggetti coinvolti nella dinamica in atto.
Nell’ambito di situazioni di gruppo, i bambini verranno coinvolti in attività che permetteranno di entrare in contatto con l’altro, confrontandosi fra loro e con l’ambiente, seppur strutturato, e condividendo alcune semplici regole di gioco.
Il bambino potrà misurarsi con le proprie capacità, scoprendo potenzialità e limiti e costruendo in tal modo la propria personalità.
Tempi di attuazione
Da concordare in fase di programmazione del percorso.
Valutazione
La valutazione del progetto avverrà tramite la compilazione periodica di protocolli e incontri di verifica con le insegnanti o gli educatori di riferimento.
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COME UNA DANZA DI SUONI LONTANI
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Musicoterapia in gravidanza
Premessa
È oramai appurato, da studi effettuati in ambito medico e neurofisiologico, che il feto è sensibile a molti stimoli ambientali a cui viene sottoposto durante i nove mesi di gestazione, sia che provengano direttamente dalla madre o che giungano dall’esterno. In maniera particolare si è notato come questi riescano a provocare movimenti reattivi.
Gli stimoli più efficaci in tal senso, risultano essere quelli sonori e vocali, in quanto, grazie al tipo di propagazione tramite vibrazioni e diffusione ossea vengono percepiti meglio dal piccolo.
Inoltre non va sottovalutato il fatto che l’orecchio è il primo organo a formarsi, raggiungendo la piena maturazione già fra il secondo e il terzo mese di gravidanza.
C’è poi un terzo fattore importante. La musica ha il potere di influire sull’umore della madre, che a sua volta veicola il proprio stato emotivo al feto.
Ogni donna è diversa, così come ogni gravidanza rappresenta un caso a sé. C’è chi vive l’evento con sorpresa, chi con preoccupazione, altre ancora con un’iniziale fase di rifiuto. Vi è tuttavia un tratto comune a tutte le gestanti: la percezione di qualcosa che cambia, irrevocabilmente, nel fisico e nello spirito. C’è una nuova vita che cresce, che si muove e che comunica con colei che lo porta in grembo. A questo non si può restare indifferenti, scaturiscono emozioni, pensieri, idee e nuovi progetti futuri.
Il feto percepisce tutte queste informazioni. Non solo, il piccolo è dotato di spirito d’iniziativa, per cui oltre alla stimolazione si rende necessario affinare l’ascolto verso ciò che viene comunicato dal bambino alla madre.
Per questo soprattutto negli ultimi decenni, sono state intraprese molte ricerche nell’ambito della musicoterapia in gravidanza. Proprio per dare un aiuto in più alla madre e al bambino, fornendo un sostegno, nella speranza di infondere nuova forza vitale a questi “nove mesi in paradiso”, così come li amava definire Alfred Tomatis.
Metodologia di riferimento
- La Musicoterapia Attiva, secondo il modello fondato da Rolando Benenzon.
Rolando Benenzon, neuropsichiatra e musicoterapeuta argentino, ha il grande merito di aver definito il concetto di ISO.
L’ISO è l’identità sonora che caratterizza ogni individuo e che forma parte della sua personalità. Questa identità è costituita da un’infinità di energie sonore, continuamente in movimento. Le energie che si trovano nell’Inconscio, vengono definite ISO Universale e ISO Gestaltico.
L’ISO Universale è riconducibile all’eredità filo e ontogenetica dell’umanità e in esso rientrano le sonorità legate al battito cardiaco, ai processi di inspirazione ed espirazione, ai rumori intestinali, oltre che ai suoni della natura, come quello prodotto dal vento e dall’acqua, e ancora, tutte le strutture che nel corso dei millenni si sono incorporate all’eredità arcaica, come le melodie infantili e le ninne nanne. Tutto ciò che compone l’ISO Universale, costituisce terreno fertile su cui costruire la relazione e gettare le basi per favorire l’emergere di qualsiasi processo comunicativo.
L’ISO Gestaltico si innesta sull’ISO Universale ma è diverso perchè si struttura a partire dall’embrione in gestazione ed è fortemente connesso con la storia unica ed irripetibile di ogni singola persona. Ogni individuo organizza, sullo sfondo della propria interiorità e delle esperienze vissute (da qui il termine mutuato dalla psicologia della Gestalt), qualsiasi elemento sonoro-musicale percepito, riempiendolo di un significato del tutto particolare, personale, soggettivo e intimo.
Tutti gli uomini, per esempio, sono in grado di riconoscere il suono di un battito cardiaco o la melodia che caratterizza una ninna nanna (ISO Universale) ma ogni madre possiede un proprio battito cardiaco e un timbro di voce, discriminabili dal feto (ISO Gestaltico).
· “Il cordone ombelicale sonoro”, Musicoterapia pre-parto svolta in acqua, secondo il metodo ideato dalla dott.sa Paola Ulrica Citterio.
Un aspetto fondamentale di questo metodo è rappresentato dall’utilizzo dell’elemento vitale per eccellenza, ovvero l’acqua.
Immergendosi nell’acqua, la gestante ritrova il suo stato iniziale, il suo primo ambiente di vita e viene facilitata nel processo comunicativo con il proprio bambino. “Riconoscere le paure derivanti dall’acqua, che può evocare il timore dell’annegamento, costituisce il primo passo importante nell’accettazione della gravidanza e della successiva nascita” (Paola U. Citterio, 2007).
Altri aspetti importanti da sottolineare in questa sede, riguardano:
-la cura di sé: attraverso esercizi di respirazione guidata e di visualizzazione, la futura madre impara a gestire il proprio corpo. Inizia a conoscersi meglio e a prendere coscienza di ciò che si sta modificando in lei;
-il coinvolgimento della figura paterna: il compagno viene coinvolto in alcuni incontri dedicati alla coppia genitoriale, per affrontare uniti l’esperienza della nascita di una famiglia.
Questo metodo utilizza:
-la musicoterapia attiva, tramite il coinvolgimento della voce, che accompagna gesti e respiri, e l’impiego di strumenti percussivi e melodici per entrare in sintonia col feto;
-la musicoterapia ricettiva, attraverso l’ascolto di alcuni brani musicali che accompagnano gli esercizi proposti, frutto di un’attenta selezione musicologica.
Obiettivi
Gli obiettivi prefissati in un percorso di questo tipo, sono fortemente intrecciati fra loro, in quanto si tratta di:
- aumentare il livello di comunicazione fra madre e bambino e prevenire problemi d’interazione fra i due
- stimolare l’espressione personale di emozioni e pensieri
- migliorare la percezione del proprio stato di benessere nella gestante e conseguentemente nel feto
- favorire il superamento di eventuali stati d’ansia e tensione
Attività
Si tratta di un percorso che utilizza tanto la musicoterapia attiva quanto la musicoterapia ricettiva. Nel momento in cui le gestanti verranno guidate attraverso attività di respirazione, rilassamento e visualizzazione, vi sarà l’accompagnamento di alcuni brani musicali scelti appositamente, in accordo con gli esercizi proposti.
Si passerà poi alla fase dell’esecuzione sonora, tramite l’utilizzo della voce e di strumenti musicali, per creare improvvisazioni ritmiche e melodiche, attraverso cui esprimere liberamente e canalizzare positivamente emozioni, vissuti e sensazioni, entrando in sintonia col proprio bambino.
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